BeataSolitudo

In lavorazione “LOVE IS ALL. Piergiorgio Welby / Autoritratto”

BeataSolitudo

Un film di Francesco Andreotti e Livia Giunti

L’idea di fare un documentario su Piergiorgio Welby è nata per puro caso.

Nell’autunno del 2006, il video di un uomo che chiedeva al presidente della Repubblica il diritto di essere lasciato morire, era entrata in casa attraverso il tg.

Quell’immagine però non era bastata a farmi soffermare sul suo significato profondo; per quanto forte o scioccante fosse, non era riuscita a distogliermi dalle mie occupazioni del momento.

Nuotando distratto nel mare di immagini in cui, un po’ per scelta un po’ perché inevitabile, ero immerso, avevo classificato quella visione come la solita intrusione della tv nella vita delle persone.

Vedevo la cornice e non vedevo il dipinto. Non sapevo che dietro c’era una precisa scelta comunicativa e un impegno politico di anni.

In dicembre poi Welby aiutato dai radicali e dall’anestesista Riccio ottiene di essere lasciato andare. Per qualche giorno la sua icona è riproposta dai tg, attenti a non rovinare le feste degli italiani, giusto il tempo di una comparsata, per poi lasciare il posto alla sarabanda delle mille altre icone, non ultima quella della pubblica esecuzione di babbo natale/Saddam.

Qualche tempo dopo, insieme ad un amico ornitologo stavamo facendo delle riprese ai falchi che abitano i cieli della capitale e ci imbattemmo in un blog di birdwatchers del quale Piergiorgio era stato assiduo frequentatore e acuto animatore.

E’ in quel momento che con Livia abbiamo iniziato a domandarci che cosa si nascondesse dietro quell’icona che tornava da noi sulle ali del falco pellegrino.

E’ stato bello a quel punto cambiare prospettiva, smettere di spiare gli uccelli con sguardo da ornitologi e cominciare a scrutare gli uomini con occhi d’uccello.

E così un intero mondo ci si è rivelato in tutta la sua drammatica vitalità.

Poi è arrivata Mina che ci ha aperto le porte del tempio, perché di un tempio si tratta la vita di Piero. Pittura, fotografia, letteratura, politica, filosofia, in sintesi amore per la vita e per la libertà.

Quell’immane mole di stimoli culturali e fisiologici che noi volevamo ordinare in un film però scappava da ogni parte, rifiutava di farsi incasellare, come l’ippogrifo non si voleva far prendere al lazzo e così man mano che penetravamo nell’edificio nuove visioni apparivano e andavano a cozzare con le vecchie trasformandole e trasformando le nostre intenzioni in un gioco di continue metamorfosi alle quali ci siamo volentieri abbandonati.

E’ così che il film si è trasformato in una serie di videoinstallazioni che a loro volta hanno dato lo stimolo per un ciclo di conferenze e presentazioni degli scritti di Welby, per poi tornare oggi, dopo sei anni, ad assumere la necessaria forma originaria di film documentario. Non ci resta che sperare a questo punto che il lavoro possa restituire almeno in parte la ricchezza del nostro viaggio all’interno del viaggio di ben più ampia portata che è stato ed è la vita di Piergiorgio.