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GRADI DI COSCIENZA 2009

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GRADI DI COSCIENZA 2009

Una videoinstallazione di SANTIFANTI

presentata al Look At Festival 2009 – Luci(di) Corpi a cura di Elena Marcheschi

tel qu’un ange aux mains d’un barbier

A. Rimbaud

Con questa videoinstallazione volevamo costruire un totem e sfatare qualche tabù.

Il totem è dedicato a Piergiorgio Welby ma a ben guardare si capisce che è lui a costruirlo e a dedicarcelo.

La televisione aveva a sua volta creato un totem-Welby, intubato, incastonato in una icona di sofferenza senza speranza e di disperazione vigliacca.

Gli occhi sgranati e la faccia gonfia erano il segno tangibile, pure attraverso il tubo catodico, che non v’era in lui arbitrio, semmai un ostinato orgoglio o al limite l’impronta del plagio politico, del condizionamento culturale.

Eppure le parole c’erano e chiare, anche se distorte dal marchigegno.

C’erano le lettere, gli scritti, i quadri, le poesie e tutto un vissuto che non si prestava (come quasi niente del resto), alla disamina frettolosa dei tigì né tantomeno alla vendetta dilatata degli approfondimenti.

E’ di questi materiali che è fatto questo nostro totem.

E anche di scale.

Scale al posto del volo.

Scale da salire e discendere comodamente finché ci si fà, finché c’è tempo, finché ci è permesso.

Scale che si aprono verso il cielo e ci acompagnano verso le nere cavità della terra.

Scale invertite.

Scale come estensione di braccia e gambe che mai sarebbero arrivate al frutto che proibitivo sarebbe restato.

Scale al posto del serpente che anzi si arrovella sulle scale in invidiabili circonlocuzioni.

Scale per arrivare alla luna.

Scale meschine da pollaio dove si arrampica il gallo condannato al volicchio radente e sotterraneo.

Di certo non come il falco pellegrino che sfreccia inurbato sui cieli di Roma e va a caccia di prede sopra il cimitero del Verano; eppure anche lui quando posa, zompetta inadeguato su per i gradi e i gradoni della facoltà di Economia.

E’ proprio sul blog degli spioni di uccelli che abbiamo trovato Welby l’incantatore, quando da poco era morto.

E così abbiamo fatto qualche passo indietro o avanti o dentro, accompagnati da Mina nella raccolta di oggetti preziosi e preziosissimi come una toilette di passerotti in terrazza, l’imitazione di un pesce che affoga, l’incazzatura del sole che brucia e il ricordo del ricordo dell’amore.

Tutto passato al vaglio dei suoi occhi e della sua volontà.