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In scena “Ocean Terminal” di e con Emanuele Vezzoli

Dal 24 settembre al 6 ottobre 2013 al Teatro dei Conciatori – Via dei Conciatori 5, ROMA

Spettacoli: Mar-Mer-Ven-Sab ore 21.00 / Gio-Dom ore 18.00

INFO e Prenotazioni: 06.45448982 – 392.1505171

Ocean Terminal è un insieme di prose spezzate che si riannodano a distanza o si interrompono proprio quando sembrano preannunciare altri sviluppi: dall’infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all’immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della propria vita, adottando un linguaggio babelico (stream of consciousness) che colpisce per originalità e potenza.

Un condannato a vita in cui forte è il conflitto tra l’abbandono della speranza e l’inno alla vita, in un corpo che diviene ogni giorno di più un abito sgualcito e che esprime l’insofferenza di colui che assiste da spettatore a un dibattito di cui è, invece, involontario protagonista. Emanuele Vezzoli, attore e regista dello spettacolo, si è reso il tramite attraverso cui trasferire la ricchezza del tesoro Piergiorgio Welby agli altri uomini, raccogliendo la promessa fatta a Mina Welby ed in accordo con quanto egli stesso afferma: “non esiste un’arte privata, un artista ha l’obbligo morale di incidere sulla realtà”. La stessa Mina Welby ha dichiarato: “Ogni fibra del corpo dell’attore esprime emozioni in armonia con la voce, i silenzi, i gesti, gli sguardi, il respiro. In pochi attimi percepisco un concentrato di dolore infinito o di meraviglia e piacere vissuti insieme. Il linguaggio espressivo corporeo di Emanuele fa rivivere allo spettatore un vissuto intimo di una persona speciale quale era stata Piergiorgio”.

Credits

Adattamento drammaturgico: Francesco Lioce e Luca Morricone dal romanzo “Ocean Terminal” di Piergiorgio Welby edito da Castelvecchi Editore

Diretto e interpretato da Emanuele Vezzoli

Movimenti scenici: Gabriella Borni

Contributi audiovisivi e realizzazioni video presenti nel foyer: Francesco Andreotti e Livia Giunti (SANTIFANTI)

Disegno luci: Marco Zara

Direzione organizzativa: Carlo Dilonardo

Direzione artistica: Giorgio Taffon

Nel foyer del teatro vengono presentati alcuni materiali video dell’archivio privato della famiglia Welby raccolti da Francesco Andreotti e Livia Giunti – SANTIFANTI (2007-2013):

La vicenda di Piergiorgio Welby, nelle sue componenti sia pubbliche che private, rappresenta uno spartiacque nella storia e nella cultura italiane. A noi interessava raccontare come dietro all’icona televisiva di un corpo sofferente si dispiegasse un’esperienza umana di una ricchezza straordinaria ed è così che nel 2008 abbiamo realizzato una prima videoinstallazione arricchitasi negli anni di nuovi spunti e materiali visivi e sonori.

In questa occasione abbiamo allestito un frammento di un progetto ben più ampio nella speranza che possa introdurre degnamente il bellissimo spettacolo di Emanuele con cui siamo felici di aver percorso insieme un tratto del viaggio.

Il nostro incontro con la storia di Piergiorgio e Mina Welby è avvenuto nel 2007 e si è trasformato in un percorso artistico che dura ancora e trova momenti e forme di espressione in continua metamorfosi. L’idea iniziale di raccontare con un film la vita e la vicenda di Piergiorgio Welby, si è infatti incontrata più volte con quella di raccontare alcuni momenti della sua arte e della sua vita attraverso dei percorsi videoinstallativi. In questo caso abbiamo pensato di affiancare allo spettacolo un frammento della videoinstallazione Gradi di coscienza per dare agli spettatori la possibilità di un approfondimento attraverso la visione e l’ascolto di alcuni momenti della complessa esperienza di vita di Piergiorgio Welby.